Tra struffoli, roccocò e susamielli, sulla tavola del Natale napoletano non mancano mai i mostaccioli: biscotti a forma di rombo, morbidi e speziati, ricoperti di cioccolato. In questo articolo ti raccontiamo cosa sono, da dove viene il loro nome, come cambiano da una regione all’altra e come conservarli.
Cosa sono i mostaccioli napoletani
Sono dolci da forno a forma di rombo, con un impasto morbido di farina, zucchero, miele e spezie, ricoperti da una glassa di cioccolato fondente. Il profumo inconfondibile viene dal pisto, la miscela di spezie dei dolci natalizi napoletani: di solito cannella, chiodi di garofano, noce moscata e coriandolo, in proporzioni che ogni pasticceria custodisce a modo suo.
Da dove viene il nome
Il nome rimanda al mosto d’uva. Già nel De agri cultura di Catone, nel II secolo avanti Cristo, si parla dei mustacei: focacce di farina impastata con il mosto, profumate con anice e cotte su foglie di alloro. Nel Medioevo diventano i mostazzoli e nel Cinquecento li cita anche Bartolomeo Scappi, il cuoco di papa Pio V, nella sua Opera.
Con il tempo il mosto è sparito da molte ricette, sostituito dal miele, ma il nome è rimasto.
I mostaccioli e il Natale a Napoli
A Napoli la preparazione dei dolci di Natale comincia per tradizione l’8 dicembre, il giorno dell’Immacolata. I mostaccioli si fanno in anticipo perché si conservano a lungo e arrivano in tavola con gli altri dolci delle feste: struffoli, roccocò, susamielli, raffiuoli, paste di mandorla del Divino Amore e pasta reale.
Si mangiano con il caffè a fine pranzo, con un bicchiere di vino da dessert o un liquore, o a merenda nei giorni di festa. E sono un regalo classico per chi vive lontano da Napoli.
Le varianti regionali
Il mostacciolo non è solo napoletano: in diverse regioni esiste un dolce con lo stesso nome, o quasi, e una ricetta diversa.
- Puglia: spesso impastati con il vincotto o con il cotto di fichi.
- Calabria: duri e decorati, con forme che cambiano da paese a paese, impastati con miele o mosto cotto.
- Sardegna: i mustazzolos, tipici della zona di Oristano.
Quello napoletano si riconosce per la forma a rombo, la morbidezza dell’impasto e la copertura di cioccolato.
Come si conservano
I mostaccioli sono dolci da forno che si mantengono bene. Conservali in una scatola di latta o in un contenitore chiuso, in un luogo fresco e asciutto, lontano da fonti di calore che possono ammorbidire la glassa di cioccolato. Non serve il frigorifero. Per i mostaccioli confezionati fa fede la data indicata sulla confezione.
I mostaccioli del Tarallificio Saviano
Al Tarallificio li prepariamo solo per le feste, da novembre a gennaio, in quantità limitate. Si ordinano per telefono al 081 831 7908 (dal lunedì al venerdì, dalle 8 alle 12 e dalle 15 alle 18) o via email a info@savianoshop.it, anche in prenotazione: trovi tutte le informazioni nella pagina dei Mostaccioli.
Per le altre idee regalo e le date consigliate per ricevere l’ordine prima di Natale, guarda la nostra pagina di Natale.
Domande frequenti
Perché si chiamano mostaccioli?
Dal mosto d’uva, che nelle ricette antiche si impastava con la farina. Nella versione napoletana di oggi il dolce è legato soprattutto al miele e alle spezie, ma il nome è rimasto.
Cos’è il pisto?
È la miscela di spezie tipica dei dolci natalizi napoletani, usata anche nei roccocò: di solito cannella, chiodi di garofano, noce moscata e coriandolo.
Che differenza c’è tra mostaccioli e roccocò?
I roccocò sono ciambelle dure con mandorle e canditi; i mostaccioli sono rombi morbidi ricoperti di cioccolato. Profumano entrambi di pisto.
Quando si mangiano?
Nel periodo di Natale, dall’Immacolata all’Epifania. Per questo il Tarallificio Saviano li prepara solo da novembre a gennaio.